SEMBRAVA STRANO...
Nei giorni scorsi, il presidente del Municipio VII Ponente del Comune di Genova ha concesso la sala della ex Circoscrizione – sita in piazza Bignami 4, nel quartiere di Prà – all’Osservatorio Antifascista Permanente per un’assemblea pubblica sul tema «Foibe: la grande menzogna».
Subito si è levato un coro di disapprovazione da parte delle anime della destra radicale cittadina, per quello che lorsignori considerano un insulto alla memoria degli italiani dell’Istria e della Dalmazia “costretti” a fuggire in Italia, nel dopoguerra, perché perseguitati dai “comunisti” titini.
La capogruppo leghista in Consiglio comunale, Lorella Fontana, ha subito starnazzato alla sua maniera: «incontro ignobile e infamante che denigra il ricordo degli esuli istriani e dalmati barbaramente uccisi nelle foibe».
La cosa ha avuto un logico coinvolgimento nazionale; Ignazio La Russa, senatore della cricca fascista Fratelli d’Italia, ha aggiunto: «Ennesima sfregio alla memoria degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia. Mi chiedo come il presidente del Municipio possa accettare un’iniziativa così vergognosa e dal sapore negazionista».
Ed ha aggiunto: «Forse il suo essere del Pd nasconde una nostalgia per tempi bui? Chiedo che venga revocata la disponibilità della sala per non macchiare di vergogna non solo un luogo istituzionale, ma anche la memoria e il dolore dei nostri compatrioti uccisi solo per il loro essere italiani».
Se c’è qualcuno che si deve vergognare sono proprio i negazionisti: sì, i fascisti – più o meno travestiti – che vedono nella tragedia delle foibe soltanto la parte che conviene a loro; storicamente, i primi ad utilizzare le cavità naturali del terreno per far sparire gli oppositori sono stati proprio gli invasori fascisti.
Peggio ancora di costoro, che in fondo fanno il loro sporco mestiere, sono quelli del Partito Democratico che, usando gli stessi argomenti, obbligano Claudio Chiarotti, il presidente del Municipio in questione che è un loro iscritto, a revocare l’uso della sala, asserendo – lo fa il segretario provinciale Alberto Pandolfo – che «non c’è posto per il negazionismo nel Pd».
Bosio (Al), 16 giugno 2018
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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